Camminando |
... camminando, tra un Convento e l’altro ... |
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Il Convento dei Frati Cappuccini di Francavilla di Sicilia fu costruito intorno all’anno 1546 grazie ad una somma cospicua elargita dal visconte Antonio Balsamo, con la manodopera gratuita degli abitanti del luogo ed incrementata da offerte del popolo. I lavori del convento durarono circa trent’anni e qualche cronista indica come data finale di costruzione l’anno 1570. All’inizio del 1600 i Frati Cappuccini aumentarono di numero e quindi si è provveduto ad un primo ampliamento. Nel 1674 il visconte Giacomo Ruffo indicava nel suo testamento l’obbligo di provvedere ad un altro ampliamento e, in modo particolare, alla costruzione di una grande sala che doveva essere adibita a biblioteca, (oggi trasferita a Messina). Nel 1886 a seguito della legge che sopprimeva tutti gli ordini religiosi, il convento fu confiscato e ceduto al Comune di Francavilla di Sicilia e, qualche decennio dopo, messo all’asta; fu ricomprato in seguito dal frate Giambattista Zullo. Seguì un periodo di prosperità nel primo ventennio del Novecento e la successiva decadenza dovuta alle due guerre mondiali. Il convento dei Cappuccini di Francavilla di Sicilia è rimasto intatto, curato e diretto da padre Concetto Lo Giudice, deceduto in data 24/04/2004, che ha saputo tramandare un bene prezioso per la Valle dell’Alcantara. Oggi è possibile visitare il Convento dei Cappuccini grazie all’impegno costante del signor Salvatore Maugeri. |
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E’ interessante la visita alla Chiesa ove all’interno possiamo ammirare belle sculture lignee del 600, intarsi e affreschi. |
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Dopo la visita al Convento dei Cappuccini il nostro itinerario comincia con una scarpinata lungo il fiume San Paolo. Si incontra subito un fabbricato rurale adibito un tempo a mulino ad acqua che un privato (il signor Savoca) ha portato alla luce con una elegante ricostruzione. Dopo la visita al Convento dei Cappuccini il nostro itinerario comincia con una scarpinata lungo il fiume San Paolo. Si incontra subito un fabbricato rurale adibito un tempo a mulino ad acqua che un privato (il signor Savoca) ha portato alla luce con una elegante ricostruzione. |
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Risaliamo ancora e una sosta merita la zona di “Madonna Gala” con la chiesetta e la fitta vegetazione spontanea. |
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Il fiume, subito dopo il ponte della ferrovia, si allarga e cambia aspetto, ruscelli, brevi scorci panoramici, la casa nella roccia e anche un vecchio palmento per la pigiatura dell’uva scavato nella pietra arenaria, capovoltosi a seguito di una alluvione. |
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Ancora su per il fiume ed ecco che appare l’altro Convento, ormai solo ruderi: Il Monastero Basiliano del SS. Salvatore della Placa “a batiazza”, fondato da San Cremete nel 1092 poi distrutto dal terremoto del 1693. |
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